VISO - LIFTING CERVICO FACCIALE - MINILIFTING

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Definizione
Il termine lifting facciale indica l'innalzamento chirurgico dei tessuti rilassati del volto allo scopo di produrre un notevole effetto di ringiovanimento; si parla invece di minilifting quando le zone interessate sono per esempio solo la fronte, solo le guance o solo il collo. La comparsa dei segni di invecchiamento e' graduale: le rughe del viso, le borse sotto gli occhi e il rilassamento dei tessuti sono considerati inestetici e di conseguenza non vengono accettati da tutti: di qui l'aspirazione a ripristinare, attraverso il lifting, l'aspetto antecedente la comparsa di tali segni d'invecchiamento. Dal punto di vista chirurgico ora e' chiaro che il ringiovanimento del viso, richiede una azione diretta non solo sulla pelle, ma anche sui muscoli del volto. Il lifting moderno e' pertanto un intervento complesso che agisce su diverse strutture anatomiche e cura particolarmente la naturalezza del risultato finale.

L’intervento e l’anestesia
L’intervento viene eseguito in anestesia generale, ha una durata di circa 3 ore e richiede un giorno di degenza. Spesso per ottenere il miglior risultato possibile si associa una blefaroplastica superiore ed inferiore. Il minilifting e' effettuato invece in regime di day-hospital e l’anestesia può anche essere locale con sedazione anestesiologica. Le incisioni, e quindi le cicatrici, vengono nascoste tra i capelli sulle tempie, scendono sul bordo anteriore dell'orecchio, risalgono al di dietro di esso e raggiungono di nuovo la nuca in mezzo ai capelli; nel minilifting delle guance e del collo le cicatrici sono le medesime ad esclusione della regione temporale. Si isola quindi la cute dalle fasce muscolari della guancia e del collo, si mettono in tensione i muscoli mimici e si elimina la pelle eccedente. L'intervento termina poi con una sutura molto accurata di tutte le incisioni. Due piccoli drenaggi che escono dietro l’orecchio in mezzo ai capelli vengono posizionati alla fine dell’intervento.

Il postoperatorio
Dopo l’intervento e' presente una fasciatura a forma di turbante che va mantenuta 4 giorni. I drenaggi vengono tolti il giorno successivo mentre i punti di sutura non devono essere rimossi in quanto tutti riassorbibili. Sul viso, gonfiore ed ecchimosi sono presenti in misura variabile a seconda dei soggetti. L’aspetto si normalizza nell'arco di due settimane e pertanto occorre prevedere un periodo altrettanto lungo di assenza dal lavoro e dalle attivita' sociali; nel minilifting i tempi di recupero si riducono della meta'. I capelli possono comunque essere lavati gia' pochi giorni dopo l'intervento mentre l'esposizione solare va rimandata di due mesi. Nei pazienti fumatori, in cui e' presente una ridotta vascolarizzazione della cute, si possono verificare, seppur raramente, ritardi di cicatrizzazione e per questo motivo si consiglia l’astensione del fumo almeno un mese prima dell’intervento.

I risultati
Appena il gonfiore si riduce il viso appare gia' piu' fresco e notevolmente ringiovanito. Le rughe appaiono distese ed il collo e l'ovale del viso ritornano ad essere ben disegnati. I pazienti sono in genere molto soddisfatti: si sentono piu' a loro agio e pronti ad affrontare le difficolta' della vita quotidiana; da un punto di vista psicologico e' dimostrato che il ringiovanimento dell'aspetto fisico produce aumento dell’autostima, della sicurezza, e della fiducia in sé stessi.

BLEFAROPLASTICA

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Definizione
Spesso le palpebre sono le prime ad essere colpite quando il viso inizia ad invecchiare e cio' conferisce prematuramente un’aria stanca e segnata. Ai lati degli occhi, a causa della naturale aderenza tra muscolo e pelle, si formano numerose rughe chiamate “a zampa di gallina”; si tratta di tipiche rughe di espressione che inizialmente accompagnano il sorriso, ma che, in seguito, diventano permanenti e segnano gli anni. Diversa origine hanno invece le sottilissime rughette che si trovano sia sulla palpebra superiore che su quella inferiore e che sono legate perlopiu' a una scarsa idratazione della pelle. Le borse sotto gli occhi si formano invece per ragioni costituzionali o ereditarie e sono dovute all’erniazione del grasso retrorbitario che scivola in avanti.
La blefaroplastica "modella” le palpebre eliminando in pratica gli inestetismi piu' frequenti: la cute palpebrale superiore in eccesso, le borse sotto gli occhi e le rughe a “zampa di gallina”. L’intervento quindi ringiovanisce il viso piu' di ogni altro intervento di chirurgia estetica e per il fatto che lascia cicatrici praticamente invisibili offre risultati davvero sorprendenti, di grande soddisfazione sia per il chirurgo che per la paziente.
Inestetismo diverso sono le occhiaie o cerchi intorno agli occhi, che consistono in una colorazione piu' scura della cute palpebrale e per le quali non e' vi e' soluzione chirurgica.

L’intervento e l’anestesia
La blefaroplastica puo' essere eseguita solo sulle palpebre superiori o su quelle inferiori oppure su entrambe. Si esegue nella maggior parte dei casi in ambulatorio chirurgico in anestesia locale con una lieve sedazione anestesiologica; se il paziente non e' collaborante e tranquillo si preferisce l’anestesia generale in regime di day-hospital. La durata della blefaroplastica e' di 1 ora e mezza circa per tutte e quattro le palpebre.
Le incisioni e quindi le cicatrici finali sono localizzate superiormente nella piega cutanea orbitarla, mentre inferiormente proprio al di sotto delle ciglia. Entrambe le incisioni si prolungano leggermente lateralmente all’interno delle rughe dette “a zampa di gallina”. Al termine dell’intervento si applicano alcuni punti di sutura ed una medicazione che mantiene l’occhio scoperto.

Il postoperatorio
L’intervento non e' mai doloroso e, di solito, nel postoperatorio non si avverte alcun fastidio se non un leggero bruciore controllabile con qualche antidolorifico. La rimozione dei fili di sutura avviene in quarta giornata e non e' dolorosa. Durata di gonfiore ed ecchimosi variano molto da persona a persona. Le palpebre infatti si gonfiano e si sgonfiano rapidamente per cui e' possibile che dopo quattro giorni gonfiore ed ecchimosi siano spariti o che per ancora sette giorni persistano delle tracce. Per ridurre i tempi di ripresa e' consigliato mantenere del ghiaccio sopra gli occhi per il primo giorno postoperatorio, dormire con qualche cuscino in piu' e posizionare correttamente colliri e pomate oftalmiche per qualche giorno. Talvolta vi e' una lacrimazione eccessiva per 2 o 3 giorni che puo' rendere difficoltosa la lettura. La ripresa delle attivita' quotidiane puo' avvenire gia' il secondo giorno, quelle professionali dopo 5-7 giorni. Dopo l’intervento non e' consigliabile esporsi al sole per circa due mesi, se non con creme a protezione totale o con occhiali da sole.

I risultati
Il risultato definitivo appare gia' dopo 7-10 giorni; le cicatrici schiariscono definitivamente solo dopo circa 1 mese, nel frattempo, gia' dopo 8 giorni, possono comunque essere camuffate da un’adatta cosmesi.
I risultati sono duraturi per parecchi anni, tant’e' che e' raro che la blefaroplastica debba essere ripetuta sullo stesso paziente. L’effetto di ringiovanimento e' dunque notevole e lo sguardo acquista piu' freschezza e luminosita' e di conseguenza l’occhio risulta piu' gradevole ed interessante.

OTOPLASTICA

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FOTOGALLERY OTOPLASTICA

Definizione
L'inestetismo piu' frequente che interessa le orecchie e' quello delle "orecchie a ventola", cosiddetto per la caratteristica forma che, sin dalla nascita, esse assumono staccate dalla testa. L’intervento di otoplastica viene richiesto sia dai fanciulli che comprensibilmente a causa del difetto si sentono spesso a disagio, sia dagli adulti che desiderano eliminare finalmente un difetto estetico mai accettato.
L'eta' ideale per sottoporsi all’intervento sarebbe prima della scuola dell’obbligo, cioe' verso i 6 anni, con l’intento di ridurre drasticamente le possibilita' che si instaurino sensi di imbarazzo e carenza di autostima; a questa eta' poi non vi e' alcun pericolo di interferire con lo sviluppo delle orecchie, poiché piu' dell’80della cartilagine auricolare si e' gia' formata. Per contro a 6 anni e' difficile avere la completa collaborazione del paziente e l’intervento dovrebbe essere praticato in anestesia generale. L’adolescenza pertanto – dai 12 ai 15 anni – sembra essere il compromesso piu' logico per sostenere il peso dell’intervento e non sviluppare problemi psicologici legati al difetto.

La tecnica operatoria e l’anestesia
L’intervento viene eseguito in anestesia locale in regime ambulatoriale ed ha una durata di circa 1 ora. La tecnica chirurgica agisce essenzialmente sulla cartilagine del padiglione auricolare che viene modellato e riavvicinato alla testa ricreando la piega dell’antelice che normalmente e' assente; per ottenere questo risultato vengono posizionati alcuni punti di sutura non riassorbibili che rimarranno per sempre al di sotto della cute dell’orecchio. In casi particolari e' presente anche un eccesso di sviluppo della conca auricolare che viene pertanto ridotta. E’ inoltre importante conservare il naturale solco dietro l’orecchio, in modo da ottenere delle orecchie avvicinate alla testa ma non completamente attaccate.
La cicatrice chirurgica finale rimane posizionata al di dietro dell’orecchio nel solco che si forma creando la piega dell’antelice e quindi sara' del tutto nascosta e invisibile anche con capelli molto corti.

Il postoperatorio
Subito dopo l’intervento un indolenzimento passeggero, peraltro risolvibile con un antidolorifico, e' abituale.
Dopo l’intervento viene applicata una medicazione lievemente compressiva da tenere per 1 settimana circa; per le 2 settimane successive il paziente deve indossare, solo la notte, una fascia ferma-capelli o una fascia chirurgica appositamente studiata. Inizialmente le orecchie sono piuttosto gonfie e poco sensibili; poi il gonfiore si riduce gradualmente in una decina di giorni e la sensibilita' rientra nella norma. In generale la convalescenza e' breve: il giorno dopo l’intervento possono essere riprese le attivita' abituali; il fanciullo ritornera' a scuola dopo una settimana; l’adulto riprendera' l’attivita' lavorativa dopo 3-4 giorni, se a contatto con il pubblico dopo 7-10 giorni. Le suture dietro l’orecchio vengono rimosse dopo 12 giorni e durante questo periodo e' possibile lavarsi i capelli con il proprio shampoo abituale.
Nel primo mese dopo l’intervento si consiglia di non esporsi al sole, di non eseguire lampade a raggi ultra violetti perché ogni forma di calore allunghera' i tempi di guarigione definitiva.

Risultati
I risultati gia' visibili appena terminato l’intervento diventano definitivi dopo 3 o 4 settimane, quando il gonfiore scompare del tutto. E’ molto raro che l’orecchio riprenda l’originaria forma “a ventola”. Nel complesso l’otoplastica e' un intervento relativamente semplice che comporta una convalescenza breve e porta rapidamente ad un risultato visibile, duraturo, di grande risultato estetico e di grande soddisfazione per il paziente. Da un punto di vista psicologico e' dimostrato che l’intervento produce aumento dell’autostima, della sicurezza, e della fiducia in sé stessi.

RINOPLASTICA

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FOTOGALLERY RINOPLASTICA

Definizione
Consiste nella correzione chirurgica della morfologia del naso e/o della funzione respiratoria qualora sia presente un setto nasale deviato. Oggi lo stato dell’arte della rinoplastica, si basa anzitutto sul rispetto dell’integrità funzionale dell’organo (ottimizzazione della respirazione nasale) contestualmente al miglioramento estetico, con l’obiettivo di raggiungere un risultato più naturale possibile in accordo con le richieste del paziente. Uno studio radiologico e delle fotografie preoperatorie del profilo e dell’intero viso sono di grande utilità per pianificare al meglio l’intervento.
Diverse sono le motivazioni di chi richiede una rinoplastica: desiderio di eliminare finalmente un difetto estetico mai accettato, oppure correggere un difetto nasale che altera la funzione respiratoria e cogliere questa occasione per migliorarne anche l’aspetto estetico.

Tecnica operatoria e anestesia
L’intervento si esegue in regime di day-hospital in anestesia generale e dura circa 1 ora. Attraverso incisioni eseguite all’interno delle narici si opera su due zone: la punta dove le cartilagini vengono modellate e/o accorciate a seconda del difetto ed il dorso dove si abbassa la gobba. Se necessario, si raddrizza anche l’asse del naso correggendo il setto nasale. La pelle del naso, che viene completamente “staccata”, si adatterà in seguito in funzione della sua elasticità alla nuova struttura nasale. Si può intervenire anche sulla forma delle narici a livello della radice del naso. Al termine dell’intervento all’interno delle narici vengono posizionati alcuni punti di sutura di tipo riassorbibile e due piccoli tamponcini che vengono rimossi il giorno dopo (solo nel caso di correzione della deviazione del setto i tamponi vengono rimossi 4 giorni dopo). Sul dorso del naso si applica invece una mascherina in gesso o in materiale plastico che evita il gonfiore, protegge e modella la parte operata.

Dopo l’intervento
Non si avverte alcun dolore dopo l’intervento. Il paziente ha solo il fastidio di una respirazione nasale limitata (a causa della presenza dei tamponi nasali), che dura qualche giorno, a cui però si abitua facilmente. Alle volte gonfiore ed ecchimosi sono localizzati alle palpebre e scompaiono in una settimana. La rimozione della mascherina in gesso avviene dopo 10 giorni e successivamente essa andrà posizionata solo di notte per altri 10 giorni; la ripresa delle attività quotidiane dopo 2 o 3 giorni, mentre quelle professionali dopo 10 giorni. Il sole va evitato almeno per il primo mese. Per le immersioni subacquee conviene aspettare 1 mese e mezzo e così anche per lo sport.

Risultati
Appena si rimuove la mascherina il risultato è già visibile ed il miglioramento estetico del naso, benché gonfio, è evidente. Dopo 1 mese circa il naso inizia a riprendere sensibilità ed elasticità, ma per raggiungere completamente una stabilità bisogna aspettare i 6 mesi - 1 anno. Sul piano psicologico, il paziente ritrova fin da subito un nuovo equilibrio ed una maggiore fiducia in sé stesso.

MENTOPLASTICA E MALAROPLASTICA

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FOTOGALLERY MENTOPLASTICA MALAROPLASTICA

Definizione
La mentoplastica e la malaroplastica, note anche come chirurgia di rimodellamento del mento e degli zigomi, sono interventi sempre più richiesti in chirurgia estetica. La mentoplastica consente di modificare la forma e le dimensioni del mento migliorando l'armonia del viso e del proprio aspetto. Un mento sfuggente può essere corretto mediante l’impianto di protesi di silicone solido, di Goretex o di Medpor. La chirurgia degli zigomi consente invece di aumentarne il volume e modificarne la forma mediante l'utilizzo dello stesso tipo di protesi, l'iniezione di fillers riassorbibili o con il lipofilling.
Non esistono limiti di età per sottoporsi ad un intervento di mentoplastica o di malaroplastica, ma è preferibile aspettare la fine dello sviluppo delle strutture ossee che avviene generalmente intorno ai 15-16 anni. La mentoplastica e la malaroplastica possono essere eseguite da sole o, come avviene molto spesso, in associazione ad altre tecniche chirurgiche quali la blefaroplastica, il lifting facciale, la rinoplastica, la settorinoplastica o altri interventi di chirurgia estetica.

Tecnica operatoria e anestesia
La mentoplastica e la malaroplastica, con protesi o lipofilling, vengono generalmente eseguite in anestesia locale con sedazione anestesiologica ed in regime di day-hospital. La durata dell’intervento è di circa 1 ora. Gli interventi sono relativamente semplici: quando si utilizzano le protesi esse vengono inserite per via intraorale e posizionate al di sotto del piano muscolare; le cicatrici pertanto saranno completamente nascoste all’interno della bocca; quando invece si utilizza il lipofilling il grasso prelevato dall’addome o cosce del paziente, una volta purificato, viene reiniettato con cannule di piccole dimensioni (1mm) che vengono inserite attraverso microinsioni cutanee; le cicatrici sono quindi estremamente piccole e nascoste. In tutti i casi al termine dell’intervento si posiziona una piccola medicazione con garze e cerotti. Le iniezioni di fillers riassorbibili vengono invece effettuate in anestesia locale ed il trattamento dura alcuni minuti senza bisogno di alcuna medicazione.

Dopo l’intervento
Nelle prime 12 ore si consiglia l'applicazione di ghiaccio sulla zona trattata ed il dolore postoperatorio sarà facilmente trattabile con blandi antidolorifici. Per le 49 ore successive all'intervento si richiede riposo con la testa sollevata. Dopo cinque giorni dall'intervento si rimuove la medicazione ed un certo gonfiore presente intorno alla zona trattata tenderà a ridursi con il passare dei giorni. A partire dal terzo giorno si può riprendere a svolgere una vita normale evitando però attività faticose, saune, bagni turchi e l'esposizione al sole; dopo 7-10 giorni si potrà tornare al lavoro e dopo 3 settimane è consentita l’attività sportiva.

Risultati
Il risultato con le tecniche chirurgiche, apprezzabile già dopo l’intervento, sarà definitivo dopo circa sei mesi.
Nel trattamento con i fillers il risultato sarà immediato ed edema e qualche piccola ecchimosi potranno persistere per i primi 3-4 giorni. Naturalmente i risultati saranno temporalei (8mesi cicra) con i fillers mentre con le protesi o il lipofilling definitivi. Nel caso di questa ultima tecnica un certo grado di riassorbimento del grasso (variabile a seconda dei pazienti) potrà indurre a ripetere la procedura.
Sul piano psicologico, il paziente, se l’intervento ha soddisfatto appieno i suoi desideri, ritrova subito un nuovo equilibrio ed una maggiore fiducia in sé stesso.

AUMENTO CHIRURGICO DELLE LABBRA

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FOTOGALLERY AUMENTO CHIRURGICO DELLE LABBRA

Definizione
L’aumento volumetrico delle labbra può essere ottenuto in molti modi. I fillers temporanei (ac.jaluronico e collagene) permettono una distribuzione molto precisa dell'impianto per soddisfare al massimo i desideri della paziente, ma sono temporanei e devono essere ripetuti ogni 4-6 mesi, i fillers permanenti in commercio (poliacrilammide, metacrilato) attualmente, benché definitivi, possono provocare di frequente effetti indesiderati permanenti (cisti, indurimenti delle labbra, dolore) e difficilmente possono essere rimossi; questi motivi ne sconsigliano l’uso.
Gli innesti di fascia (struttura rigida e sottile presente al di sopra dei muscoli), e gli innesti di derma (parte profonda della cute) sono materiali naturali prelevati dalla stessa paziente che, posizionati all’interno delle labbra, danno risultati permanenti, ma allo stesso tempo non consentono un modellamento preciso come i filler e possono lasciare le labbra indurite per lo sviluppo di una fibrosi eccessiva.

Tecnica operatoria e anestesia
L’impianto viene eseguito in anestesia locale in ambulatorio.
Attualmente per ottenere un risultato definitivo, naturale e privo di rischi a lungo termine, si preferisce effettuare il cosiddetto Lipofilling; con questa tecnica le labbra vengono riempite con grasso centrifugato e concentrato prelevato (dalla paziente stessa) mediante una miniliposuzione eseguita con piccole cannule.
L’intervento di lipofilling viene effettuato in ambulatorio in anestesia locale e consiste nel prelievo di tessuto adiposo dalla regione addominale o da altra sede in modo atraumatico con piccole cannule collegate a siringhe; il grasso così prelevato viene purificato e successivamente impiantato nelle labbra con microcannule di 1 mm di diametro attraverso due piccole incisioni a livello delle commessure labiali.
E' necessaria un'antibioticoterapia, mentre il dolore è controllato da analgesici per via orale. E' generalmente presente un certo edema delle labbra ed alle volte qualche ecchimosi per alcuni giorni.
E' bene evitare l'esposizione al sole per circa un mese ed attendere il parere del chirurgo prima di farlo.
Trattandosi di materiale autologo non genera né allergie né rigetti ed è permanente.
Il lipofilling tradizionale comportava importanti riassorbimenti con risultati insoddisfacenti anche nei casi più favorevoli; sulla base di importanti esperienze di chirurghi americani sono state apportate significative modifiche sia nella purificazione del grasso prelevato sia nella modalità di iniezione dello stesso con risultati molto più interessanti.

Risultati
Se ben eseguito l'effetto è molto naturale e di grande soddisfazione.

LIPOASPIRAZIONE DOPPIO MENTO

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FOTOGALLERY LIPOASPIRAZIONE DOPPIO MENTO

Definizione
Il doppiomento non é solo una caratteristica tipica delle persone anziane o in sovrappeso. L’accumulo di grasso che dà al mento un aspetto “sdoppiato” può essere presente anche in soggetti giovani, a seguito di una particolare conformazione anatomica che fa concentrare in questa determinata zona gli accumuli di grasso in eccesso. Il mento perde così i suoi naturali contorni appesantendosi e risultando inestetico. Requisito essenziale per la migliore riuscita dell’intervento è che la cute abbia una buona elasticità (necessaria per potersi adeguare ai nuovi volumi); nei casi infatti in cui oltre all’eccesso adiposo sia presente una cute rilassata l’effetto finale della sola lipoaspirazione sarà quello di peggiorare il difetto; in questi casi pertanto all’intervento di lipoaspirazione viene consigliato il lifting del collo che stira la pelle rilassata.

Tecnica operatoria e anestesia
La liposuzione del doppio mento viene eseguita in anestesia locale con sedazione, dura circa 30 minuti e non necessita di ricovero. Vengono utilizzate cannule molto sottili che si inseriscono attraverso una piccola incisione sottomentale. Dopo aver eseguito la lipoaspirazione si posiziona un piccolo punto di sutura e si comprime l’area trattata con un bendaggio.

Dopo l’intervento
Il dolore dopo l’intervento è lieve e ben controllato da blandi antidolorifici. Il bendaggio compressivo viene rimosso 5-7 giorni dopo a seconda dell’entità dell’intervento. Alle volte sono presenti gonfiore ed ecchimosi che si risolvono spontaneamente nel giro di 7-10 giorni. La rimozione dei punti di sutura si effettua dopo 7 giorni. La ripresa delle attività quotidiane può avvenire dopo 2 o 3 giorni, quelle professionali dopo 7 giorni, quelle sportive dopo 15 giorni. Il sole è da evitare almeno per il primo mese.

Risultati
Appena si rimuove il bendaggio il risultato è già visibile anche se l’area trattata appare un po’ gonfia; nei giorni successivi il gonfiore si riduce ed il risultato estetico può considerarsi definitivo dopo un mese. Se non si ha sott’occhio un confronto fotografico preoperatorio può riuscire difficile immaginare quanto possa cambiare un volto privo dell’inestetico; l’asportazione della massa adiposa in esubero rende più affilati i contorni del viso e più slanciato il collo. Sul piano psicologico, il paziente, se l’intervento ha soddisfatto appieno i suoi desideri, ritrova subito un nuovo equilibrio ed una maggiore fiducia in sé stesso.

LIPOFILLING VISO

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FOTOGALLERY LIPOFILLING VISO

Definizione
La procedura chirurgica di lipofilling è una sorta di intervento opposto alla liposuzione.
Con il lipofilling, parte delle cellule adipose, prelevate in un distretto corporeo del paziente (tecnica di impianto autologo), vengono reimpiantate, tramite infiltrazione, in una zona che necessita di un certo riempimento. Lo scopo del lipofilling è di donare turgore, rotondità e curve armoniche laddove comunemente si possono creare degli inestetici punti di “vuoto” e solchi. A livello del volto aumenta la prominenza della regione zigomatica, riempie le guance svuotate dal tempo o da dimagrimenti, corregge la regione naso-labiale ed aumenta le labbra.

L’intervento e l’anestesia
Se effettuato come unica procedura, può essere effettuato in regime ambulatoriale o di day-hospital. L’intervento da solo viene prevalentemente effettuato in anestesia locale con sedazione e consiste nel prelievo di tessuto adiposo dalla regione addominale o da altra sede in modo atraumatico con piccole cannule collegate a siringhe; quindi il grasso prelevato viene purificato e successivamente impiantato nella regione da trattare. Il lipofilling tradizionale comportava importanti riassorbimenti con risultati insoddisfacenti anche nei casi più favorevoli; sulla base di importanti esperienze di chirurghi americani sono state apportate significative modifiche sia nella purificazione del grasso prelevato sia nella modalità di iniezione dello stesso nella sede ricevente con risultati molto più interessanti ed attualmente il lipofilling, se applicato in maniera corretta, consente miglioramenti molto significativi e naturali.

Il postoperatorio
E' necessaria un'antibioticoterapia, mentre il dolore è controllato da analgesici per via orale. E' generalmente presente un certo edema della regione trattata associato ad ecchimosi per alcuni giorni; l'edema e l'ecchimosi possono essere molto più pronunciati in caso di iniezioni significative e durare anche una diecina di giorni. Di questi aspetti è necessario discutere con la paziente prima dell'intervento soprattutto quando la procedura viene realizzata a livello del volto. In ogni caso il risultato definitivo può essere valutato non prima di un mese anche nei casi più leggeri; può presentarsi infatti un certo riassorbimento che necessita di ripetere la procedura a distanza di alcuni mesi. E' bene evitare l'esposizione al sole per circa un mese ed attendere il parere del chirurgo prima di farlo.

Risultati
Trattandosi di materiale autologo non genera né allergie né rigetti ed è permanente. Oltre all'ipocorrezione è possibile osservare, seppure raramente, delle ipercorrezioni o delle leggere asimmetrie che difficilmente richiedono un intervento secondario. In ogni caso è necessario conoscere i rischi senza tuttavia sopravalutarli, avendo coscienza che qualsiasi intervento chirurgico può comportare alcuni inconvenienti. Un chirurgo plastico competente ed esperto è in grado di ridurre al minimo i rischi e le complicanze e di gestire al meglio gli eventuali problemi. Sul piano psicologico, il paziente, se l’intervento ha soddisfatto appieno i suoi desideri, ritrova subito un nuovo equilibrio ed una maggiore fiducia in sé stesso.

MASTOPLASTICA ADDITTIVA

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FOTOGALLERY MASTOPLASTICA ADDITTIVA

Definizione
L'intervento consiste nell’aumentare il volume del seno qualora ci sia un insufficiente sviluppo della ghiandola mammaria o si sia verificato uno svuotamento legato al tempo o a gravidanze. Lo scopo dell’intervento è donare volume e rotondità ad un seno piccolo mantenendone comunque l’aspetto naturale. E' un intervento semplice, poco doloroso, che dà risultati immediati e duraturi e lascia cicatrici minime e nascoste: rappresenta pertanto uno degli interventi ideali e più richiesti in chirurgia estetica.
Le protesi mammarie ad oggi più utilizzate e sicure sono costituite da silicone, un prodotto di sintesi creato in laboratorio, chimicamente inerte, non tossico, anallergico e ben tollerato dall’organismo. Non è dimostrata scientificamente alcuna cancerogenicità.
Generalmente si sottopongono all’intervento donne fra i 20 e i 30 anni con seno poco sviluppato o svuotato che desiderano, sul piano psicologico, affermare la propria femminilità; si tratta di un desiderio molto intenso al punto che, a volte, alcune donne si fanno operare malgrado una aperta opposizione o una totale indifferenza dei loro mariti o compagni.

La tecnica operatoria e l’anestesia
L’intervento si propone di restituire volume e plasticità ad seno piccolo posizionando all'interno di esso una protesi morbida di silicone. Si esegue in anestesia generale e dura circa 1 ora. Può essere effettuato in regime di day-hospital o con una notte di ricovero. Attraverso un’incisione nel solco sottomammario o intorno alla metà inferiore dell’areola oppure sotto l'ascella, si introduce la protesi e la si colloca a seconda delle pazienti tra il muscolo grande pettorale e la ghiandola mammaria oppure al di sotto del muscolo. Le protesi mammarie possono essere rotonde o anatomiche (a goccia), di vari volumi ed ognuna presenta indicazioni specifiche legate alla paziente. Durante l’intervento vengono posizionati drenaggi al di sotto delle protesi ed appena terminato si effettua una medicazione elasto-compressiva.

Il postoperatorio
Il postoperatorio è breve e non presenta disagi particolari se non un dolore molto soggettivo trattabile con farmaci analgesici. Nei giorni successivi all’intervento, vengono rimossi i drenaggi. Una settimana dopo l'intervento si toglie la medicazione e la paziente può ammirare subito il nuovo aspetto del seno. Un certo grado di gonfiore e qualche ecchimosi impiega circa 15 giorni per scomparire. I punti di sutura vengono rimossi a 12 giorni dall’operazione. Viene consigliato l’uso di un reggiseno compressivo per almeno un mese.
Le attività quotidiane possono comunque essere intraprese 6-7 giorni dopo l'intervento, mentre quelle sportive circa 1 mese dopo.

Risultati
Il seno si presenta subito più grande e del tutto naturale. La morbidezza e l'elasticità definitiva si hanno a 3-6 mesi dopo l'intervento, allorché i tessuti mammari si saranno modellati sulla protesi. Particolarmente positivi sono gli effetti psicologici: la valorizzazione della propria femminilità porta la paziente ad avere una maggiore sicurezza e fiducia in sé stessa.
La durata delle protesi è molto variabile grazie ai nuovi metodi di produzione industriale; attualmente le maggiori case produttrici mondiali garantiscono a vita le protesi per quel che concerne rotture o difetti di produzione.
In una piccola percentuale di casi la reazione cicatriziale che si forma sempre attorno alla protesi può essere eccessiva e determinare un aumento della consistenza del seno: è la cosiddetta "capsula periprotesica" che può richiedere in qualche caso limite la necessità di reintervenire per la sostituzione della protesi. Tale complicanza non è prevedibile preoperatoriamente in quanto legata esclusivamente alla paziente.

MASTOPLASTICA RIDUTTIVA

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FOTOGALLERY MASTOPLASTICA RIDUTTIVA

Definizione
E' l’intervento a cui si ricorre quando il seno, a causa di un eccessivo sviluppo durante la pubertà o per un aumento di volume legato ad un aumento di peso, risulta voluminoso e crea, oltre che importanti conseguenze sul piano psicologico, affettivo e sociale, fastidiosi disturbi fisici; le dimensioni ed il peso delle mammelle costringono infatti le pazienti a vizi di postura causando dolori alla schiena ed eventualmente nei casi più gravi scoliosi. Le gigantomastie, in particolare, dovrebbero essere operate senza esitazioni; in queste casi, infatti, l'intervento riduttivo consente un grandissimo miglioramento estetico, funzionale e psicologico della donna.

La tecnica operatoria e l’anestesia
L'intervento si esegue in anestesia generale e dura circa 3 ore; è necessario un ricovero di 1-2 giorni.
Consiste nel riposizionare il complesso areola-capezzolo nella sua sede originale, asportando l’eccesso di ghiandola mammaria. Valutata l’entità dell’ipertrofia mammaria, si disegna sulla cute della paziente la quantità di pelle e di ghiandola mammaria da eliminare e la nuova collocazione del complesso areola-capezzolo; si procede quindi all’asportazione della ghiandola e della cute in eccesso, al sollevamento della ghiandola residua ed alla risalita del complesso areola-capezzolo nella giusta posizione finale. Al termine dell’intervento vengono posizionati dei drenaggi. Sulla seno infine vengono applicati cerotti e bendaggi compressivi
Le cicatrici finali risulteranno attorno all’areola, lungo il solco sottomammario ed una verticale che dall’areola va al solco sottomammario (l’aspetto sarà quello di una T rovesciata o di un’ancora).

Il postoperatorio
Il dolore postoperatorio è scarso non essendo intervenuti sulla muscolatura del torace. I drenaggi vengono rimossi dopo 2 giorni circa, mentre i cerotti ed i bendaggi compressivi dopo 4-7 giorni; quindi si utilizza un reggiseno compressivo per altre 2 settimane. Il quattordicesimo giorno vengono rimossi i punti. Le attività quotidiane possono comunque essere intraprese 7-10 giorni dopo l'intervento, mentre quelle sportive circa 1 mese dopo.

Risultati
I risultati sono immediati e duraturi; il seno si presenta subito in una posizione più elevata del normale: ciò è voluto dal chirurgo in considerazione del fatto che il seno per effetto della gravità scenderà nel giro di un mese nella posizione corretta. La morbidezza e l'elasticità definitiva si raggiungono 1-2 mesi dopo l'intervento, allorché l’edema dei tessuti sarà risolto. Il seno infine acquista una nuova plasticità ed un volume proporzionato alla costituzione della paziente.
Particolarmente positivi sono gli effetti psicologici: la valorizzazione della propria femminilità porta la paziente a una maggiore sicurezza e fiducia in sé stessa; non da meno i risvolti funzionali con la ripresa di tutte quelle attività che non potevano essere intraprese prima a causa del dolore e dell’ingombro del seno.

MASTOPESSI (con o senza protesi mammarie)

Mastopessi senza protesi mammarie

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Mastopessi con protesi mammarie

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FOTOGALLERY MASTOPESSI

Definizione:
E' l’intervento a cui si ricorre quando il seno, a causa di un forte dimagrimento, di una o più gravidanze, dell’allattamento o più semplicemente dell’età, risulta rilassato e cascante (ptosi mammaria).
L'intervento consiste nel riposizionare la ghiandola mammaria ed il complesso areola-capezzolo nella sua sede originale; nel caso in cui vi sia un volume mammario scarso verranno inserite anche delle protesi si silicone. Il seno acquista così una nuova plasticità ed una forma molto giovanile.

L'intervento e l’anestesia
L’intervento si esegue in anestesia generale e dura circa 3 ore; è necessaria una notte di degenza. Inizialmente si valuta l’entità dell’inestetismo, la nuova collocazione della ghiandola e del complesso areola-capezzolo e la quantità di pelle da eliminare; si procede quindi al sollevamento della ghiandola e, dopo aver asportato il tessuto cutaneo in eccesso sopra e sotto l’areola, si fa risalire anche questa nella giusta posizione finale. Se il volume mammario risulta particolarmente scarso o se la paziente richiede anche un aumento del seno, verranno posizionate al di sotto del muscolo pettorale o al di sopra di esso (dipende dai casi) delle protesi mammarie. Al termine dell’intervento, vengono posizionati dei drenaggi. Sulla seno infine vengono applicati cerotti e bendaggi compressivi.
Le cicatrici finali dipendono dall’entità della ptosi mammaria: nei casi di media gravità risulteranno una attorno all’areola ed una verticale che dall’areola va al solco sottomammario e che si prolunga lateralmente sempre nel solco sottomammario; nelle ptosi severe oltre alle cicatrici appena descritte sarà presente anche un prolungamento mediale della cicatrice presente nel solco sottomammario (l’aspetto sarà quello di una T rovesciata); in alcuni casi ben selezionati minime ptosi mammarie potranno invece essere corrette con tecnica detta round-block, che consente di avere un’unica cicatrice attorno all’areola (senza quella verticale e del solco sottomammario).

Il postoperatorio
Il dolore postoperatorio è scarso non essendo intervenuti sulla muscolatura del torace.
Qualora vengano inserite le protesi il dolore sarà maggiore, ma comunque controllato dalla terapia analgesica. I drenaggi vengono rimossi dopo 2 giorni circa, mentre i cerotti ed i bendaggi compressivi dopo 4-7 giorni; dopodiché si utilizza un reggiseno compressivo per altre 2 settimane. Il quattordicesimo giorno vengono rimossi i punti. Le attività quotidiane possono essere intraprese 7-10 giorni dopo l'intervento mentre quelle sportive circa 1 mese dopo.

Risultati
I risultati sono immediati e duraturi; il seno si presenta subito in una posizione più elevata del normale: ciò è cercato dal chirurgo in considerazione del fatto che il seno per azione della gravità scenderà nel giro di un mese nella posizione corretta. La morbidezza e l'elasticità definitiva si raggiungono 1-2 mesi dopo l'intervento, allorché l’edema dei tessuti sarà risolto. Particolarmente positivi sono gli effetti psicologici: la valorizzazione della propria femminilità porta la paziente ad avere una maggiore sicurezza e fiducia in sé stessa.

ASIMMETRIA MAMMARIA

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FOTOGALLERY ASIMMETRIA MAMMARIA

Definizione
L'asimmetria mammaria e' una condizione per la quale un seno e' di forma o volume o entrambi, diverso dall'altro. Una lieve asimmetria e' un fenomeno molto comune tra le donne; meno comune e quindi suscettibile di correzione chirurgica e' avere un seno decisamente diverso dall'altro, quindi un'asimmetria marcata; puo' coesistere anche un'anomala disposizione o numero del complesso areola capezzolo (ectopia e politelia).
A seconda dell'eziologia, si possono dividere in congenite ed acquisite.
- Congenite: generalmente tale difetto si rende evidente nell'adolescenza e puo' manifestarsi come: amastia (assenza della ghiandola mammaria) od ipomastia (deficit di sviluppo). Esistono anche delle sindromi nel cui corteo di sintomi la mammella si presenta ipotrofica (Sindrome di Poland). Il mancato o ridotto sviluppo di una delle mammelle durante il periodo adolescenziale e' percepita dalla paziente non solo come un problema corporeo, ma coinvolge spesso la sfera della sessualità e socialità.
- Acquisite: derivano principalmente da cause traumatiche, infettive e iatrogene (esiti interventi chirurgici o radioterapia).

L'intervento e l'anestesia
La simmetrizzazione (correzione) avviene utilizzando tecniche diverse a seconda dell'entita' del problema, quindi aumentando il seno piu' piccolo, oppure riducendo e sollevando quello piu' grande od anche utilizzando entrambe le tecniche. Sicuramente l'inserimento di protesi e' la tecnica di correzione più frequente, soprattutto quando l'asimmetria e' lieve. C'e' anche la possibilita', in casi di mammelle piccole di utilizzare due protesi di volume diverso, in maniera tale da aumentare il volume dei seni ma contemporaneamente compensare, con la protesi di grandezza maggiore, il seno di volume minore.
Un particolare tipo di asimmetria mammaria e' la cosiddetta "mammella tuberosa" caratterizzata da mammelle la cui forma ricorda quella di un tubero cioe' allungata in avanti con una base di impianto molto piccola. In questi casi la correzione e' particolarmnente complicata e richiede sicuramente una buona esperienza in merito da parte dell'operatore.
In questi anni si e' sempre piu' affermato un ulteriore tipo di intervento: e' possibile infatti, in alternativa alle protesi, aumentare il seno piu' piccolo con innesti del proprio grasso (o lipofilling); in tal modo e' possibile prelevare il grasso dalle aree di accumulo del proprio corpo (superficie esterna delle cosce, addome e fianchi, ginocchia, etc.) come fosse una piccola lipoaspirazione, e reinserirlo nella mammella più piccola dopo opportuno trattamento. La paziente avra' dunque un beneficio nella zona di inserzione (la mammella piu' piccola), ed altrettanto avverra' nella sede di prelievo, con la riduzione del cuscinetto adiposo al pari di una piccola liposuzione. L’attecchimento del grasso nella mammella è soprattutto funzione della qualità del grasso prelevato e della modalità di reinserzione. Poiche' l'attecchimento e' variabile, mediamente circa il 60% del grasso impiantato attecchisce, occorre programmare diversi interventi (da effettuarsi a distanza di circa 3 mesi) per raggiungere il volume finale desiderato della mammella. Il risultato e' considerato definitivo dopo circa 2 mesi. Tale tecnica sembra essere sicuramente, nei casi meno gravi, la soluzione vincente. Purtroppo pero' rimane il dubbio da parte di una buona schiera di senologi e radiologi circa il fatto che possano verificarsi in seguito difficolta' diagnostiche nell'indagare la mammella con l'ecografia e la mammografia per lo screening del tumore mammario.
Esiste infine una condizione chiamata Sindrome di Poland in cui oltre alla mancanza completa della mammella spesso concomita anche l'assenza del muscolo grande pettorale. Tale condizione richiede l'uso di un intervento piu' complesso in grado di ricostruire anche il muscolo grande pettorale (ricostruzione con muscolo grande dorsale+protesi mammaria).
Non esiste quindi un intervento chirurgico standard che sia applicabile alle diverse forme di asimmetria, ma il chirurgo e' chiamato di volta in volta a cambiare strategia chirurgica per riportare ad una condizione di "normalita'" le mammelle.

Risultati
La correzione chirurgica di queste asimmetrie e' di solito richiesta dalla giovane paziente che vive con grave disagio psicologico il verificarsi di questa trasformazione del suo corpo. Dopo l'intervento il recupero della simmetrizzazione delle mammelle determina un notevole aumento dell'autostima che si ripercute sulla sfera sessuale e sociale.

GINECOMASTIA

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FOTOGALLERY GINECOMASTIA

Definizione
La regione toracica, con particolare riferimento alla regione mammaria, può presentarsi particolarmente accentuata anche nell'uomo con aspetti di tipo femminile. La causa di tale deformità può essere legata ad uno sviluppo eccessivo della ghiandola mammaria oppure ad un accumulo di tessuto adiposo; nella maggior parte di casi entrambi questi aspetti possono essere presenti: si parla pertanto di ginecomastia a prevalenza ghiandolare (ginecomastia vera), a prevalenza adiposa (ginecomastia falsa) o di entrambe (ginecomastia mista). L’intervento chirurgico sarà diverso a seconda della componente del difetto: lipoaspirazione da sola per la ginecomastia falsa, mastectomia sottocutanea con conservazione del capezzolo per quella vera e l’unione delle due tecniche per quella mista. Per questo motivo una visita accurata preoperatoria è indispensabile per valutare il tipo di ginecomastia, il grado di severità, lo stato della cute e dei muscoli della regione; è inoltre molto utile richiedere un'ecografia per valutare lo stato ghiandolare ed adiposo della ginecomastia.

L’intervento e l’anestesia
L'intervento chirurgico può essere realizzato nei casi meno gravi in anestesia locale, mentre nei casi più significativi richiede l'anestesia generale. Può comunque essere effettuato in regime di day-hospital in presenza degli opportuni requisiti. Se la causa primaria della ginecomastia è l'ipertrofia del tessuto ghiandolare, è necessario asportare l'eccesso con un'escissione chirurgica tradizionale realizzata attraverso un'incisione a semicerchio posta al limite della metà inferiore dell'areola (mastectomia sottocutane); in caso di presenza anche di un eccesso cutaneo è necessario prolungare l'incisione attorno a tutta l'areola ed asportare un anello di cute circostante facendo cadere la cicatrice finale attorno all'areola stessa con tecnica tipo "round block". Se la causa primaria è invece l'eccesso adiposo, è più opportuno realizzare una semplice lipoaspirazione dell’eccesso di grasso. Nelle ginecomastie miste invece, per raggiungere un risultato soddisfacente, è opportuno combinare entrambe le metodiche. L'intervento termina con l’inserimento dei drenaggi (non necessari con la sola lipoaspirazione) ed una medicazione di tipo elasto-compressivo.

Il postoperatorio
Il dolore, per quanto lieve, è ben controllato con farmaci analgesici. E’ necessario assumere antibiotici per bocca per 6 giorni dopo l’intervento. Dopo 49 ore si sostituisce la medicazione con una canottiera contentiva che viene indossata per circa un mese. I punti vengono rimossi dopo due settimane. Le normali attività vengono riprese dopo 24-49 ore seppur con cautela negli sforzi, mentre l'attività sportiva intensa con i muscoli pettorali deve essere sospesa per circa un mese. Possono essere presenti ecchimosi e gonfiore per alcuni giorni, mentre una certa anestesia della regione trattata può persistere per alcuni mesi. L'esposizione diretta al sole va evitata per un mese e per i 2 mesi successivi è bene fare uso di creme protettive al fine di evitare discromie permanenti sulle cicatrici.

Risultati
L’effetto estetico è molto evidente fin da subito, benché sia presente un certo edema postoperatorio; il risultato si può considerare definitivo dopo circa 1 mese. Le complicanze sono rare e legate essenzialmente ad ematomi e sporadicamente sierosi. A volte possono residuare piccole asimmetrie che comunque nei casi più evidenti possono essere corrette chirurgicamente in ambulatorio ed in anestesia locale. Sul piano psicologico, il paziente, se l’intervento ha soddisfatto appieno i suoi desideri, ritrova subito un nuovo equilibrio ed una maggiore fiducia in sé stesso.

ADDOMINOPLASTICA E MINIADDOMINOPLASTICA

Addominoplastica

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Mini-Addominoplastica

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FOTOGALLERY ADDOMINOPLASTICA E MINIADDOMINOPLASTICA

Definizione
Normalmente si pensa che chi ha un problema estetico all'addome abbia una pancia grossa e cadente, il cosiddetto "addome pendulo"; ciò è vero, ma solo in parte. La chirurgia estetica, infatti, oltre all'addome pendulo corregge anche tutti i difetti addominali che compaiono in pance magre: pieghe cutanee, smagliature o accumuli di grasso che si formano appunto poco sotto l'ombelico rappresentano il 30% circa di tutti gli interventi di chirurgia estetica all'addome.
In pratica, oltre all'addominoplastica c'è anche la mini-addominoplastica, ed il chirurgo, dopo una visita accurata, può consigliare l'intervento più adatto.
Il tipico addome pendulo è quello che assume l’aspetto "a grembiule" a causa di una piega che i tessuti rilassati formano sopra la zona pilifera sovrapubica. In questo caso vi è un eccesso di adipe e di cute che vanno rimossi mediante tecnica chirurgica associata alla "trasposizione dell’ombelico" nella quale appunto anche l'ombelico deve essere ricostruito; al contrario, la miniaddominoplastica consiste nell’asportazione della cute e del grasso in eccesso sottombelicale conservando l’ombelico nella posizione originaria e spesso si associa a lipoaspirazione.
L’intervento e l’anestesia
L'addominoplastica si esegue in anestesia generale; l'intervento ha una durata compresa fra le 2 e le 3 ore e richiede un ricovero di almeno 24-49 ore.
L'incisione viene eseguita subito sopra ai peli pubici e si prolunga lateralmente nei casi più estesi sino al fianco (spina iliaca); si separa quindi la cute ed il tessuto adiposo sottocutaneo dal piano muscolo-fasciale addominale sottostante giungendo in alto sino all'arcata costale; i muscoli, qualora necessario, vengono riavvicinati sulla linea mediana ed il piano fasciale viene rinforzato; la cute viene stirata verso il basso e la porzione in eccesso viene asportata; l'ombelico, in precedenza isolato dalla restante cute addominale, viene riposizionato e sistemato nella posizione corretta. Generalmente vengono inseriti due drenaggi e lasciati in sede per 24-72 ore nella maggioranza dei casi. L'intervento si conclude con una medicazione contenitiva.
La cicatrice finale sarà localizzata rasente la zona pilifera del pube; sarà dunque orizzontale, bassa, più o meno estesa lateralmente a seconda della pelle da eliminare; in ogni caso uno slip di ragionevoli dimensioni (non un bikini) potrà nasconderla completamente. Anche attorno all'ombelico vi sarà una cicatrice più o meno circolare, che col tempo tenderà a confondersi con la depressione naturale dell'ombelico stesso.
La miniaddominoplastica può essere realizzata anche in regime di day-hospital ed in anestesia locale con sedazione anestesiologica; l’incisione è limitata alla regione sovrapubica e lo scollamento dei tessuti sino alla regione ombelicale; la quantità di cute sottombelicale rimossa quindi è notevolmente inferiore rispetto all’addominoplastica completa; nella maggior parte dei casi, per ottenere un risultato migliore, si associa anche una lipoaspirazione dell’addome.
La durata della procedura è di circa 60- 90 minuti.
La cicatrice finale come quella dell’addominoplastica sarà orizzontale e localizzata rasente la zona pilifera del pube ma notevolmente più corta (tipo taglio cesareo); nelle pazienti così che presentano già una cicatrice da parto cesareo è possibile effettuare la miniaddominoplastica senza aggiungere nuove cicatrici.

Il postoperatorio
Il dolore postoperatorio è modesto, mentre può essere maggiore se è stato necessario correggere i piani muscolari; in ogni caso, è controllato da un normale analgesico. I punti vengono rimossi dopo 14 giorni. E’ possibile alzarsi ed iniziare a camminare già il giorno successivo all'intervento. E' necessario usare una pancera elastica per un mese. L'attività può essere gradualmente ripresa dopo una settimana, mentre sforzi fisici importanti ed attività sportiva intensa devono essere evitati per 30- 45 giorni. Le cicatrici tendono ad arrossarsi ed essere più evidenti nelle prime settimane; è necessario attendere circa 12 mesi perché diventino più chiare.

Risultati
I risultati sono evidenti fin da subito, benché sia presente un certo edema postoperatorio; possono considerarsi definitivi dopo circa 3 mesi. Sul piano psicologico, il paziente, se l’intervento ha soddisfatto appieno i suoi desideri, ritrova subito un nuovo equilibrio ed una maggiore fiducia in sé stesso.

LIPOASPIRAZIONE

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FOTOGALLERY LIPOASPIRAZIONE

Definizione
Pur essendo gli accumuli adiposi uno degli inestetismi più diffusi, risulta quello meno accettato dal pubblico femminile; possono presentarsi in forma lieve come ad esempio semplici cuscinetti localizzati dalla vita in giù, oppure in forma grave caratterizzando una vera e propria lipodistrofia; sono dovuti essenzialmente a fattori costituzionali (razza, ereditarietà, predisposizione a disturbi circolatori) e sono aggravati da squilibri alimentari, sedentarietà, vestiti troppo stretti ecc.
E' bene sottolineare che la liposuzione è un intervento chirurgico che deve essere realizzato nelle giuste indicazioni, da chirurghi plastici opportunamente formati in grado di scegliere altre soluzioni quando necessario; rispettando le regole l'intervento è certamente sicuro e consente risultati spesso sorprendenti. Le indicazioni ideali sono comunque rappresentate dall'accumulo di cuscinetti adiposi in zone precise che non rispondono positivamente alla dieta ed all'esercizio fisico; possono essere trattate così tutte le parti del corpo che presentino caratteristiche di questo tipo (arti inferiori, superiori, doppio-mento, glutei, fianchi, addome, regione toracica).
Due aspetti fondamentali sono da considerare: il primo è che la lipoaspirazione non può sostituire la dieta, ma può eventualmente seguirla od integrarla al fine di migliorare complessivamente la silhouette della persona; il secondo che la sicurezza dell’intervento è superiore al raggiungimento della perfezione estetica a tutti i costi e che quindi la quantità di grasso da aspirare non è illimitata (come vorrebbero molte pazienti), ma dipende da numerosi fattori e solo il chirurgo è in grado di definirne l'entità.
Sempre più spesso alla lipoaspirazione si associa la procedura chirurgica di lipofilling è una sorta di intervento opposto e complementare alla liposuzione; con il lipofilling, parte delle cellule adipose, prelevate in un distretto corporeo del paziente (tecnica di impianto autologo), vengono reimpiantate, tramite infiltrazione, in una zona che necessita di un certo riempimento. Lo scopo della liposuzione si potrebbe riassumere in una parola: rimodellamento; ma, tenendo conto che l’azione precisa di questa tecnica chirurgica è l’asportazione dei volumi, si intuisce che, in alcune zone, per ottenere una buona plasticità e rotondità, non è solo necessario togliere e appianare alcune curve ma, al contrario, sarebbe auspicabile crearne di nuove. La combinazione delle tecniche di liposuzione e lipofilling è il percorso chirurgico ideale per chi desidera un rimodellamento completo della silhouette, con un nuovo bilanciamento armonico di pieni-vuoti studiato appositamente per rendere gradevole e sensuale il profilo del corpo.

L’intervento e l’anestesia
A seconda delle indicazioni, l'intervento può essere eseguito in anestesia locale con sedazione, in anestesia spinale od in anestesia generale. Nei casi più cospicui, potrà essere opportuno pianificare due distinte sedute operatorie al fine di ottenere il miglior risultato. La durata dell’intervento varia da mezz'ora a due ore circa e richiede, nella maggior parte di casi la permanenza solo giornaliera in clinica (day-hospital).
L’intervento consiste nell'aspirare il grasso sottocutaneo introducendo una cannula di pochi millimetri di diametro sotto la pelle attraverso piccole incisioni (3-4 mm.) solitamente nascoste in pieghe naturali (solco gluteo, inguine).
All'estremità della cannula vi è un foro e la cannula stessa è collegata ad una pompa aspirante che risucchia il grasso senza difficoltà rimuovendolo definitivamente. L’intervento si conclude con le suture delle piccole incisioni e con il posizionamento di guaine contenitive appositamente progettate.
Con il lipofilling il grasso aspirato può eventualmente essere reimpiantato, dopo opportuna purificazione, in aree che necessitino di essere riempite.

Il postoperatorio
Il dolore varia a seconda della quantità di grasso aspirato: si può non avvertire alcun disagio, oppure per i primi giorni, avere un certo indolenzimento nella zona operata. Le ecchimosi, quasi sempre presenti nei giorni successivi all’intervento, scompaiono in genere in 15-20 giorni, mentre il gonfiore impiega in genere 2 o 3 mesi a risolversi completamente. I punti vengono rimossi dopo 10 giorni. La guaina si toglie dopo 7 giorni e per i 15-20 giorni successivi si consiglia di indossare un collant elastico 140 denari e di effettuare leggeri massaggi linfodrenanti presso operatori qualificati. Le attività quotidiane possono comunque essere intraprese 3-7 giorni dopo l'intervento, mentre quelle sportive circa 1 mese dopo.

I risultati
La qualità del risultato finale dipende dal tipo di pelle, dalla costituzione del paziente e dal suo tono muscolare. La liposuzione agisce solo sul volume di grasso e molto poco sull'aspetto esteriore della pelle che conserverà il proprio aspetto anche dopo l'intervento; tuttavia più la pelle è tonica ed elastica maggiore sarà l'uniformità e la perfezione del risultato; per questo i risultati migliori si ottengono nelle donne giovani e per questo se la pelle è più rilassata occorre non eccedere nell'aspirazione del grasso.
In sostanza i risultati possono essere davvero spettacolari sul piano estetico, o portare semplicemente a una benefica riduzione dei volumi di grasso con riduzione del senso di peso e di tensione alle gambe.
Il grasso rimosso non si riforma più, ma non va dimenticato che un eventuale aumento significativo di peso comporterà inevitabilmente una ridistribuzione del grasso accumulato su tutta la superficie corporea.

LIPOFILLING - LIPOSTRUTTURA

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FOTOGALLERY LIPOFILLING LIPOSTRUTTURA

Definizione
La procedura chirurgica di lipofilling è una sorta di intervento opposto e complementare alla liposuzione. Con il lipofilling, parte delle cellule adipose, prelevate in un distretto corporeo del paziente (tecnica di impianto autologo), vengono reimpiantate, tramite infiltrazione, in una zona che necessita di un certo riempimento. Lo scopo della liposuzione si potrebbe riassumere in una parola: rimodellamento; ma, tenendo conto che l’azione precisa di questa tecnica chirurgica è l’asportazione di volumi, si intuisce che, in alcune zone, per ottenere una buona plasticità e rotondità, non è solo necessario togliere e appianare alcune curve ma, al contrario, sarebbe auspicabile crearne di nuove. Ecco lo scopo del lipofilling: donare turgore, rotondità e curve armoniche laddove comunemente si possono creare degli inestetici punti di vuoto.
La combinazione delle tecniche di liposuzione e lipofilling è il percorso chirurgico ideale per chi desidera un rimodellamento completo della silhouette, con un nuovo bilanciamento armonico di pieni-vuoti studiato appositamente per rendere gradevole e sensuale il profilo del corpo. Il lipofilling viene utilizzato frequentemente anche nella correzione di difetti o avvallamenti esito di pregresse liposuzioni.

L’intervento e l’anestesia
Sia che venga effettuato come unica procedura o in associazione con la lipoaspirazione, può essere effettuato in regime ambulatoriale o di day-surgery. L’intervento da solo viene prevalentemente effettuato in anestesia locale con sedazione anestesiologica, mentre se è associato alla lipoaspirazione spesso in anestesia spinale o generale. Consiste nel prelievo di tessuto adiposo dalla regione addominale o da altra sede in modo atraumatico con piccole cannule di 1-2 mm di diametro collegate a siringhe; quindi il grasso prelevato viene purificato e successivamente impiantato nella regione da trattare. Le incisioni per il prelievo e quindi le cicatrici vengono posizionate in aree nascoste (ombelico, inguine) e sono sempre molto piccole. Il lipofilling tradizionale comportava importanti riassorbimenti con risultati insoddisfacenti anche nei casi più favorevoli; sulla base di importanti esperienze di chirurghi americani sono state apportate significative modifiche sia nella purificazione del grasso prelevato, sia nella modalità di iniezione dello stesso nella sede ricevente,con risultati molto più interessanti ed attualmente il lipofilling, se applicato nelle opportune indicazioni, consente risultati piuttosto favorevoli.

Il postoperatorio
E' necessaria un'antibioticoterapia, mentre il dolore è controllato da analgesici per via orale.
E' generalmente presente un certo edema della regione associato ad ecchimosi per alcuni giorni; l'edema e l'ecchimosi possono essere molto più pronunciati in caso di interventi importanti e durare anche una diecina di giorni. Nell’area di prelievo si posizionano guaine o bendaggi elastici da portare per una decina di giorni. I punti di sutura si rimuovono dopo 7 giorni. Le normali attività vengono riprese dopo 24-49 ore seppur con cautela negli sforzi, mentre l'attività sportiva deve essere sospesa per circa un mese.
E' bene evitare l'esposizione al sole per circa un mese ed attendere il parere del chirurgo prima di farlo.

Risultati
I risultati sono visibili fin da subito ma devono essere valutati a distanza di 3-4 mesi per considerarli definitivi; infatti in questo periodo può presentarsi un certo grado di riassorbimento che può indurre a ripetere la procedura a distanza di alcuni mesi. Sul piano psicologico, il paziente, se l’intervento ha soddisfatto appieno i suoi desideri, ritrova subito un nuovo equilibrio ed una maggiore fiducia in sé stesso.

LIFTING COSCE

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FOTOGALLERY LIFTING COSCE

Definizione
L'interno coscia eccessivamente rilassato è un difetto che affligge soprattutto le donne e non sempre è legato all'età o alla perdita di peso eccessivo. L’interno coscia è infatti il punto più critico per le gambe: rassodarlo sembra praticamente impossibile ed il cedimento di questa zona appesantisce lo slancio della gamba intera.
l termine lifting indica l'innalzamento chirurgico dei tessuti rilassati allo scopo di produrre un notevole effetto di ringiovanimento; nel caso delle cosce è l'intervento chirurgico che va a ridurre od eliminare l'eccesso cutaneo della parte interna della coscia dovuto ad un calo ponderale o più semplicemente all'età.
A volte, soprattutto in caso di importanti dimagrimenti, l'intervento può essere esteso anche alla regione glutea ed alla parte interna della coscia realizzando in tal modo un lifting circonferenziale della coscia.
L'indicazione migliore è in caso di eccesso cutaneo in una paziente di peso normale o di poco superiore alla norma, poiché in questi casi le cicatrici saranno minime ed il risultato molto notevole.

L’intervento e l’anestesia
L’intervento si svolge in anestesia generale o in anestesia spinale con una notte di degenza ed ha la durata di circa 2 ore. Comporta delle incisioni estese dalla regione inguinale fino alla parte interna della radice della coscia a cui segue l’asportazione della cute in eccesso, la pelle viene quindi stirata verso l'alto ed ancorata con punti profondi ai tessuti sottostanti. In caso di lifting circonferenziale si aggiunge una cicatrice longitudinale lungo la faccia interna più nascosta della coscia al fine di ottenere una migliore correzione e tono cutaneo di tutto l’arto; si asporta così anche la pelle in eccesso dell’interno coscia e si suturano le ferite chirurgiche. Vengono posizionati dei drenaggi alla fine dell’intervento.

Il postoperatorio
Il dolore è moderato e comunque ben tollerato con farmaci analgesici. I drenaggi vengono rimossi in genere il giorno successivo; i punti dopo 15 giorni. La guaina viene mantenuta per 1-2 settimane. E' possibile camminare già dopo 24 ore, anche se sono consentiti solo piccoli spostamenti; generalmente è opportuno l’astensione dal lavoro per almeno 7-10 giorni. La doccia è consentita dopo una settimana. L'attività fisica può essere ripresa dopo circa un mese e mezzo. Le cicatrici non devono essere esposte al sole per almeno 6 mesi.

Risultati
Le cicatrici nella maggior parte dei casi rimangono nelle pieghe inguinale e glutea e possono essere coperte dallo slip; nel caso in cui sia necessario il lifting circonferenziale sarà presente anche una cicatrice longitudinale nell’interno coscia che giunge quasi fino al ginocchio. In alcuni casi in cui vi sia una grande tensione verso il basso, vi è la possibilità ad aver una diastasi delle cicatrici inguinali (cioè le cicatrici si allargano) e una discesa delle stesse leggermente al di sotto della piega inguinale; in questi casi è opportuno un intervento correttivo a distanza di 6-12 mesi.
Nel complesso l’intervento è in grado di ridare slancio alle gambe e consente di indossare nuovamente pantaloni aderenti o gonne corte in uno stato di grande armonia.

LIFTING BRACCIA

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FOTOGALLERY LIFTING BRACCIA

Definizione
Il lifting del braccio è l’intervento chirurgico per il modellamento delle braccia che abbiano subito una perdita di tono cutaneo e risultino così flaccide. Il trattamento delle braccia in chirurgia estetica, rimane ancora oggi legato a vecchi concetti: l’avvento della liposuzione, non ha modificato molto l’approccio estetico di questa regione ed il motivo principale è la scarsa capacità di retrazione della pelle delle braccia; infatti esse tendono a svuotarsi dell’eccesso di grasso diminuendo di volume, ma perdono nello stesso tempo ancor più di tono con un aumento drammatico del difetto. Questa premessa per far capire come non sia facile trattare esteticamente le braccia senza realizzare incisioni estese.
Allo stato attuale la chirurgia estetica delle braccia viene effettuata mediante una liposuzione per svuotarne il contenuto di grasso ed un lifting per asportare la pelle eccedente; l’incisione cutanea del lifting lascia una cicatrice residua, sottile che rimarrà per sempre localizzata nel cavo ascellare e nei casi più gravi potrà estendersi longitudinalmente nella parte interna del braccio fino al gomito.

L’intervento e l’anestesia
L’intervento dura circa 2 ore e si effettua in anestesia generale con una notte di degenza. Inizia con una lipoaspirazione della parte interna del braccio asportando praticamente la maggior quantità di grasso possibile; quindi si procede all’incisione brachiale con l’asportazione di tutta la pelle eccedente e si sutura la cute. Alla fine dell’intervento si posiziona un drenaggio di tipo aspirativi e si applica un bendaggio elasto-compressivo.

Il postoperatorio
Non è un intervento doloroso. I drenaggi vengono rimossi uno o due giorni dopo, mentre i punti dopo 14 giorni. Si consiglia di evitare sforzi con le braccia per tre settimane. La guaina semicompressiva sulle braccia si rimuove dopo 7 giorni. La normale ripresa dell’attività avviene 7-10 giorni dopo; l’attività sportiva e gli sforzi dopo 1 mese.

I risultati
L’effetto estetico di miglioramento delle braccia è evidente anche pochi giorni dopo l’intervento, benché siano ancora presenti ecchimosi e gonfiori; questi inconvenienti abbastanza frequenti si riducono molto rapidamente per scomparire nel giro di qualche settimana.
Le cicatrici nella maggior parte dei casi rimangono arrossate per circa un mese e dopo sei mesi sono completamente chiare. Esse sono localizzate solo sotto l’ascella nei casi più lievi, mentre in quelli più severi anche lungo la parte interna del braccio alle volte fino al gomito. E’ importante in questo periodo non esporre al sole le cicatrici. Nel complesso l’intervento è in grado di ridare slancio alle braccia e consente di indossare nuovamente canottiere in uno stato di grande armonia.

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Federico Contedini - MioDottore.it

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